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  #11  
Vecchio 27-06-2008, 00.55.22
Agoago Agoago non è connesso
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Calogero, per un sistema stupido (ed e' stupido proprio in quanto e' un sistema artificiale e non una persona) quando un insieme di Ip + user agent non rientrano in un parametro come il fattore tempo, ecco che allora i visitatori, i cosi' detti accessi unici, variano.

Riprendiamo dal punto che ci accumuna:

"Nel primo caso le azioni dell'utente sono 3 di cui le prime due entro i 60 s quindi 2 visite."

Per un qualsiasi software 2 visite "DISTINTE" significano 2 differenti accessi da 2 persone diverse.

Non significa (come intelligentemente si potrebbe pensare) che una stessa persona ha visto prima un tot di pagine in un tot di tempo contiguo e poi dopo una lunga pausa ha continuato il suo navigare per altre pagine.

No, non e' cosi'.

Per l'analizzatore di log (essenso un software) quell'interruzione temporale (interruzione temporale fa schifo in italiano, chiamiamola pausa) rappresenta il punto fermo tra cio' che definisce un accesso unico da un altro accesso unico.

Pertanto due unici.

I 2 unici sono tali, si distinguno come tali, proprio perche' non contigui nel tempo.

---

Perche' questo avviene?

Perche' un software per quanto evoluto non e' in grado di capire che un UNICO, un SOLO navigatore ha visto prima 2 pagine (in un breve tempo) e poi dopo una lunga pausa ne ha vista una terza?

Perche' un software considerera' invece questa situazione come prodotta da 2 UNICI diversi?

----------

Il motivo e' tale proprio perche':

"Un 'intelligenza artificiale non potra’ mai esser certa di riconoscere se un testo e’ stato creato da un’altra intelligenza artificiale."

Messa cosi' la cosa sembra un "non sense", ma invece e' alla base del perche' un software non possa (oggi ed in futuro) capire se nel caso di cui sopra sia di fronte ad 1 unico od a 2 unici.

---

Certo le correlazioni ed i nessi non sono di facile intuizione.
E lanciare il sasso e ritirare la mano e' cosa da triste persone.

Perche' un software non potra' mai essere cosi' evoluto da poter affermare che quel famoso utente sia in realta' 1 solo utente e non 2 utenti distinti?

Credo-spero di essere in grado di spiegarlo entro un paio di giorni, facendo alcuni esempi.

Esempi che sono anch'essi alla base di un assioma che a volte confonde e stupisce.
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  #12  
Vecchio 28-06-2008, 03.26.57
massy massy non è connesso
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Sento spesso st'assioma ed ogni volta scuoto la testa.

Perché? Perchè si parte da presupposti sbagliati.

Citazione:
Perche' un software per quanto evoluto non e' in grado di capire che un UNICO, un SOLO navigatore ha visto prima 2 pagine (in un breve tempo) e poi dopo una lunga pausa ne ha vista una terza?
Perché chi l'ha scritto non ci ha pensato. Perché forse l'ha pensato ed ha supposto che due visite nell'arco di 1 ora potrebbe essere la stessa visita continuata dello stesso, potrebbe essere la visita della moglie del primo visitatore, potrebbe essere un computer posto in un internet-center con due utenti diversi, potrebbe essere un computer di una stessa rete e così via.

Come fai tu, intelligenza umana a capire quali di queste possibilità è? Potresti indagare sui comportamenti dell'utente, ad esempio tanto per dire una banalità, prima cerco vacanze a santorini, dopo un'ora vedo il risultato della ricerca. La stessa cosa può farla un software, se scritto bene e se soprattutto concepito in tal senso. Il software fa ciò che il programmatore gli dice, né di più, né di meno. Come risolvere allora? Con un compromesso: dato che è troppo *costoso* a livello di calcolo si stabilisce una consuetudine.

Stesso discorso sul ragionamento che un'intelligenza artificiale non possa rinoscere un testo scritto da un computer.

Anche in questo caso dipende da quanto è complesso il software. Tu, intelligenza artificiale, come fai a riconoscerla? Perché altre intelligenze artificiali non se accorgono ad esempio?

Esperienza, comparazione con altri testi e situazioni, probalità di verità basata su un confronto con eventi realmente accaduti. Tutte situazioni difficilmente replicabili in un software soprattutto a causa dell'hw richiesto imho. Ma teoricamente replicabili a costo di utilizzare risorse immense per l'archiviazione dell'history e del tempo richiesto ai programmatori.
Possiamo parlare quindi di rapporto costo/benefici attuali per la realizzazione di tale sistema: è conveniente per chiunque realizzarlo o attualmente conviene economicamente usare intelligenze umane per la stessa funzione?

Comunque attendo i tuoi esempi pronto a cambiare idea nel caso
__________________
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  #13  
Vecchio 05-07-2008, 04.06.26
Agoago Agoago non è connesso
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Ok Massy!

Per prima cosa, e' giusto far capire come mai un file log di fatto possa essere equiparato ad un testo potenzialmente artificiale.

Se un programma (chiamamolo P) accedesse-visitasse a sua discrezione le pagine di un sito (S), P di fatto scriverebbe in parte od in toto il documento L (file log di S).

---

Premesso questo, semplifichiamo il tutto ipotizzando una sfida.

Io solo conosco l'indirizzo di S
Io posso visitare S tramite visite naturali e/o tramite P.
Posso fare solo 10 visite in 24 ore.
Il webmaster di S dopo 24 ore dovra' stabilire quali di quelle 10 visite sono naturali.

Ovvio (come tu spieghi) che inizialmente sarebbe un susseguirsi.

Le prime 10 visite le faccio tramite P in 3 sec.
Tu lo capisci (troppo veloci per essere naturali).

Allora le faccio tutte e 10 sempre tramite P ma una ogni 5 minuti.
Tu lo capisci perche' sono troppo scadenzate.

Allora imposto visita a T random, ma tu mi becchi perche' user agent sempre uguale o no user agent, etc etc.

Allora (random) invio ad L 2 user agent classici, gli stessi dei miei 2 browser, e seguo i link del sito, T random.

A questo punto non solo per il tuo software, ma anche per te sara' impossibile capire se L contiene o meno testo artificiale.

1) In questo primo esempio si dimostra come un'intelligenza artificiale non possa mai riconoscere se un testo e' stato creato (anche solo in parte) da un'altra intelligenza artificiale perche' a volte (ed e' il caso preso in esempio) neanche un'intelligenza naturale sarebbe in grado di verificarlo.

-----

Ma un esempio basato su 3 o 4 variabili in croce vale poco o nulla.
Allora ipotizziamo che L sia composto da centinaia di variabili.

A questo punto il mio P ed il tuo P inizierebbero a rincorrersi, migliorandosi all'infinito.
Ipotizziamo che tu abbia infinite risorse. Lo stesso vale per me.
Infinite capacita' analitiche, infinito tempo per analizzare, etc etc.
Ipotiziamo (per mettere piu' carne al fuoco) che i 2 programmi siano anche in grado di autoapprendere.

Per quanto il tuo P riesca a migliorarsi all'infinito il mio P riuscira' teoricamente a migliorarsi all'infinito. E viceversa.

Ne deriva, che preso un istante qualsiasi in questo T infinito, il tuo P ed il mio P non potranno mai dimostrare, esser certi di essere in vantaggio rispetto all'altra intelligenza artificiale.

Pertanto anche in questo secondo esempio:

"Un 'intelligenza artificiale non potra’ mai esser certa di riconoscere se un testo e’ stato creato da un’altra intelligenza artificiale."

Ovviamente si parte dal presupposto che l'altra ai non voglia farsi riconoscere come tale.

------

Ora, perche' non ho generalizzato dicendo semplicemente che:

"Un 'intelligenza artificiale non potra’ mai esser certa di riconoscere un’altra intelligenza artificiale."

Per sottolineare che, nel caso ben preciso del testo, un'intelligenza naturale capace sara' (invece) a volte in grado di riconoscere un'intelligenza artificiale.

Esempio:

Il campione del mondo di scacchi gioca un'ipotetica partita contro un avversario celato dietro un muro.

Alla fine della partita (che la vinca o meno) dovra' dichiarare se abbia sfidato una macchina od una persona in carne ed ossa.

Sia nel caso la macchina giochi bene o che giochi male il campione non potra' dire con certezza chi c'e' dietro al muro.

--

Un premio nobel per la letteratura deve riconoscere chi abbia scritto un testo.
Nel caso legga un testo mal scritto dira' che non gli e' possibile esprimere giudizi.
Nel caso gli si presenti uno scritto tipo Divina Commedia potra' affermare con una sicurezza del 99,9 periodico che il testo e' opera di un uomo.
Una bella differenza.


-------------------------


Ma ad un webmaster, ad un seo, cosa importa in pratica di tutte queste congetture?

Beh, e' una presa di coscienza mica da ridere.

Il webmaster (per esempio, nel nostro caso) capira' da subito che anche il miglior analizzatore di log (fosse anche stato creato da una delle maggiori societa' informatiche) pur essendo spesso attendibile in pratica, non lo e' mai in teoria.

Pertanto di fronte al diminuire delle visite contate in presenza di refresh, o di altri report apparentemente "anomali", pensera':

"Beh, in pratica quel software che analizza i miei log ci ha quasi sempre azzeccato, ma in teoria giocava a dadi. Dovevo aspettarmelo."

-

Discorso differente per i seo.
Il seo si rende finalmente conto che nessun motore potra' mai essere ARTIFICIALMENTE certo se le sue ottimizzazioni, i suoi testi, etc etc siano frutti naturali od artificiali.

Ed un seo capace, forte di questa convizione, sara' sempre motivato (perche' sa che la teoria prima o poi fara' di lui un vincente) ad arrampicarsi e scalare qualsiasi vetta, qualsiasi serp.

-----------

Massy, concludo concordando in pieno con te quando affermi:

"Sento spesso st'assioma ed ogni volta scuoto la testa.
Perché? Perchè si parte da presupposti sbagliati."

E te lo confermo ammettendo che non sono assolutemente certo che il mio presupposto sia il piu' valido.

Ma ti giuro sul mio onore che per me la base di tutte le valutazioni e' che la teoria (in questo mestiere) debba sempre prevalere rispetto qualsiasi risconto pratico, rispetto qualsiasi valutazione-ragionamento dettato dalla lucida presa di coscienza di come funziona oggi il mondo nella realta' di tutti i giorni.



Se poi volessimo dirla alla Guccini:

"Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,

l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.

Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire..."


Con affetto. Ago
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  #14  
Vecchio 05-07-2008, 04.33.59
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Sfondi una porta aperta: semmai prenderò una seconda laurea, dopo ingegneria mi vorrei iscrivere a filosofia. Non è poi detto che sono così distanti in effetti.

Io scuoto la testa perché se non si definiscono i sistemi di controllo e le ipotesi iniziali, le tesi scaturite possono tranquillamente dire il tutto ed il contrario di tutto.

Si potrebbe ricadere nel paradosso del tizio contromano in autostrada che pensa giustamente che tutti gli altri sono contromano se non ha idea di cosa sia la mano e quale sia quella corretta da tenere.

Onestamente nella tua esposizione ho trovato alcune incongruenze.

Citazione:
In questo primo esempio si dimostra come un'intelligenza artificiale non possa mai riconoscere se un testo e' stato creato
No. Hai dimostrato che non possa FORSE ricoscere. Non mai, ma non sempre.

E se un premio nobel può riconoscere al 99.9% uno scritto umano, lo può fare alla stessa percentuale un sistema artificiale idealmente perfetto ed autoapprendente.

Provo a spiegarmi: neanche un'intelligenza umana può riconoscere con assoluta certezza della veridicità di un testo. Così come una artificiale. Allo stesso modo, perché un software elaborato da una AI non è altro che un oggetto, un'astrazione, di un'intelligenza umana. E per tal motivo, in caso ideale e perfetto, un software raggiunge la stessa definizione probabilista di una mente.

Quindi sarebbe più giusto dire non:
"Un 'intelligenza artificiale non potra’ mai esser certa di riconoscere se un testo e’ stato creato da un’altra intelligenza artificiale."
ma
"Un 'intelligenza umana non potra’ mai esser certa di riconoscere se un testo e’ stato creato da un’ intelligenza artificiale".

Stabilito questo è ovvio che in pratica si traduce: ma ci interessa? Nei casi pratici ha valenza? E' utile per il nostro settore aver capito che non si può capire tutto?
Quanto interessa? Ha senso spendere per capire un po' di più?

Ciò che deve esser chiaro, secondo me, è che andando avanti, spendendo, sfruttando il progresso tecnologico, l'intelligenza artificiale si avvicinerà sempre più a quella umana, "sfruttandola". Quello che non riusciranno a capire ora, probabilmente lo faranno domani, tra un'ora o tra un anno. E se si vuole continuare ad *ingannare* l'AI occorre farlo con un AI più avanzata di quella attuale.

E qui ritorno a darti ragione: alla lunga è un processo ovviamente troppo dispendioso e, secondo me, altamente perdente.
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  #15  
Vecchio 05-07-2008, 09.09.46
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Citazione:
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Ok Massy!

Per prima cosa, e' giusto far capire come mai un file log di fatto possa essere equiparato ad un testo potenzialmente artificiale.
Non sono d'accordo con questa ipotesi iniziale.
Un file di Log è uno dei rari casi in cui il "dato" coincide con l'"informazione" (il significato coincide con il significante) contenuta nei singoli campi di un record di log o contenuta in sottoinsiemi di campi di un record di log o ancora in sottoinsiemi di record di log.
Un file di log è globalmente un insieme di dati/informazioni strutturate che dista parecchi anni/luce da un testo (naturale/artificiale che sia)= informazione NON strutturata.

Ciao!
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  #16  
Vecchio 13-07-2008, 19.36.07
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Nel momento in cui un software analizzando un testo, lo ritenesse cosi' perfetto-originale-etc da reputarlo unicamente il frutto di un'intelligenza non artificiale, in quel esatto momento quel software dimostrebbe che un'intelligenza artificiale potrebbe avere scritto quel testo.

La stessa esistenza di un software in grado di percepire un testo come "perfetto" dimostra come teoricamente un altro software (o lui stesso) potrebbe aver scritto quel testo.

Infatti, un software in grado di capire la peferzione di un testo parimenti sarebbe in grado di creare un testo perfetto.

Semplificando al massimo, un software puo' creare un quadrato solo se sa cosa e' un quadrato (o per froza bruta, ma non stiamo parlando di questo ovviamente).
Se un software puo' riconoscere la forma del quadrato puo' creare un quadrato.

-------

Massy scrive:

"Provo a spiegarmi: neanche un'intelligenza umana può riconoscere con assoluta certezza della veridicità di un testo. Così come una artificiale. Allo stesso modo, perché un software elaborato da una AI non è altro che un oggetto, un'astrazione, di un'intelligenza umana. E per tal motivo, in caso ideale e perfetto, un software raggiunge la stessa definizione probabilista di una mente."



Ecco qui metti a fuoco la questione che (probabilmente per formzazione differente) interpretiamo in modo diverso.

Si concorda sul fatto che: neanche un'intelligenza umana può riconoscere con assoluta certezza della veridicità di un testo.

Ma per me quella certezza NON assoluta per astratto e' assoluta.
Mi spiego. Se si chiede a chiunque quanti sono i mondi nell'universo tutti rispondono che sono infiniti.

In realta' sono un numero finito (ben preciso preso un istante di T), ma siccome sono un numero incalcolabile si dice per convenzione che sono infiniti.

Se si applica lo stesso concetto ecco che un uomo capace sapra' sempre riconoscere l'origine di un testo complesso pur non avendone l'assoluta certezza.

--

Perche' allora un software che e' espressione-copia-figlio naturale dell'uomo non potrebbe avere la stessa astratta assoluta certezza di poter riconoscere la "vericidita'" di un testo?

Proprio per quanto premesso all'inizio.
Perche' se ne fosse in grado dimostrerebbe senza ombra di dubbio l'esistenza (la sua stessa per esempio) di un'intelligenza artificiale in grado di scrivere un testo perfetto, e pertanto l'attimo della certezza coinciderebbe sempre con l'attimo del dubbio, vanificandola.

Ma ripeto, sicuramente a seconda da quale scienza si approccia il problema, le verita' (o presunte tali) differiscono.

Personalmente le rette che si incontrano all'infinito mi hanno sempre lasciato dubbioso, ma c'e' chi ci crede e buon pro gli faccia.

Di certo la nostre 2 posizioni si incontrerebbero molto prima dell'infinito!

--------------

Paolo questa distinzione-sottigliezza tra significato e significante in un log non l'avevo considerata.

Forse per questo avevo scritto (tenendomi sul vago... furboooo) che "puo'" essere equiparata.
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  #17  
Vecchio 14-07-2008, 11.13.00
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Citazione:
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La stessa esistenza di un software in grado di percepire un testo come "perfetto" dimostra come teoricamente un altro software (o lui stesso) potrebbe aver scritto quel testo.

Infatti, un software in grado di capire la peferzione di un testo parimenti sarebbe in grado di creare un testo perfetto.
Una cosa è l'analisi di un testo... un'altra è la sintesi, non è assolutamente detto che un software che sappia "comprendere" (alla perfezione) un testo (<> file di log) allora sia in grado di generarne uno nuovo di sana pianta.

Citazione:
Paolo questa distinzione-sottigliezza tra significato e significante in un log non l'avevo considerata.

Forse per questo avevo scritto (tenendomi sul vago... furboooo) che "puo'" essere equiparata.
furbissimo lui....
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  #18  
Vecchio 14-07-2008, 23.21.50
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Citazione:
Una cosa è l'analisi di un testo... un'altra è la sintesi, non è assolutamente detto che un software che sappia "comprendere" (alla perfezione) un testo (<> file di log) allora sia in grado di generarne uno nuovo di sana pianta
Quoto.

Per banalizzare: un software può da ora capire se un brano musicale è *perfetto* o meno ma non è detto che possa riscrivere brani con la stessa arte/pazzia di mozart.
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  #19  
Vecchio 12-08-2008, 18.07.10
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ammetto che mi sono perso. Io però parlavo di unici, e gli unici sono calcolati a prescindere dal "tempo T" di timeout della visita. puoi fare 1 o 100 visite in un giorno e io farne 5 o 500mila in un mese, ma in un mese sempre 2 unici sono
Anzi, se T cambia in corso d'opera, non cambia mai il conteggio degli unici.

E cmq non è vero che i file di log non conteggiano i cookie (che passano negli header HTTP e nei file di log ci sono eccome)...
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Google Analytics in 30 secondi. Vabeh, facciamo anche un minuto... :P
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  #20  
Vecchio 17-08-2008, 02.40.29
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ammetto che mi sono perso. Io però parlavo di unici, e gli unici sono calcolati a prescindere dal "tempo T" di timeout della visita. puoi fare 1 o 100 visite in un giorno e io farne 5 o 500mila in un mese, ma in un mese sempre 2 unici sono
Anzi, se T cambia in corso d'opera, non cambia mai il conteggio degli unici.

E cmq non è vero che i file di log non conteggiano i cookie (che passano negli header HTTP e nei file di log ci sono eccome)...
Tambu, gli unici possono essere calcolati solo in base al fattore T.

Il tuo stesso esempio ne e' la dimostrazione.
Nel esempio da te proposto il valore di T e' uguale ad un mese.

Ma e' un esempio estremo, in quanto nessuno calcolerebbe un suo "unico" come colui (ip + lettore) il quale naviga piu' volte un sito in giorni diversi, od in ore diverse.

Moltissime persone usano uno stesso identico ip (a causa del Ip4) ed usano un browser comune, tipo ie 6 o 7.

Pertanto se un Wm contasse come un solo "unico" tutti gli utenti che, usando lo stesso ip ed avendo lo stesso browser, hanno visto il suo sito nel arco di un mese... ecco a quel Wm risulterebbero moltissimi unici in meno del convenuto.

------

A questo punto allora dovremmo metterci in accordo su cosa sia il "convenuto" di cui sopra.

Ma prima ancora dovremmo metterci in accordo su cosa si intenda per convenuto. Per convenuto (nel nostro caso) si intende un qualcosa di concordato, un qualcosa di deciso comunemente da piu' persone che si incontrano. Premesso cio', i patiti della semantica concorderanno con me nel riscontrare il brevissimo rapporto di parentela tra convenire e conveniente. Il convenuto (tra piu' parti) e' cio' che normalmente conviene (alla maggioranza delle parti convenute).

Questo ci fa capire anche l'origine degli "standard".
Nell'informatica (e non solo) gli standard sono tutto.
Tuttavia dovremo sempre ricordarci che ogni standard viene concordato dalla maggioranza di quei convenuti "invitati" che abbiano convenienza nel affermarlo.

Per questo motivo ogni standard potra' essere considerato universalmente accettabile solo nel caso in cui la maggioranza delle persone che ne usufriranno ne trarra' beneficio.
Indifferentemente dai convenuti che lo hanno concordato.

Viceversa andra' messo in discussione.

-----------

Ora, nel caso qui in discussione (come calcolare un unico), non esiste uno standard.

Non esiste perche' nessun convenuto (nei consorzi) avrebbe vantaggio o svantaggio nello spingere una formula di calcolo piuttosto che un' altra. Se ne fregano.

Mancando uno standard (da noi condivisibile o meno) ecco che dovremo riferirci (per fortuna) alla convenzione.

--------

Per convenzione i Wm calcolano gli unici nell'arco delle 24 ore, e mai nel mese.
Poi nel arco delle 24 ore ogni wm decide il lasso di tempo tra un visita e l'altra (stesso ip... etc) per capire-valutare quando un unico sia calcolabile come piu' unici.

Ma la si giri come di vuole tutto dipende da un solo fattore.... il fattorre T.

-------------------------

Tambu quando dici che i file log riportano i cookie, puoi farmi qualche esempio?
Uso dei server web talmente antichi che non mi stupirei di essere rimasto indietro.
Inoltre non avendo mai usato cookie ho solo da imparare.
Grazie!!
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