Benvenuto in Seonida.Lui nasconde il testo, io devo dire al cliente che non si può fare |
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#1
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Ciao a tutti,
vengo subito al dunque: come spiegare ad un cliente che un sito come questo www.profall.it usa tecniche di "spam"? In fin dei conti al cliente interessano i risultati ed in questo caso il suo concorrente i risultati li ha avuti io gli posso rispondere: eheh Google un giorno si accorgerà e lo bannerà, e gli fai vedere le linee guida di Google.. e lui dopo due mesi ti dice: mi aveva detto che Google lo avrebbe bannato ed invece è sempre li sopra a tutti dura eh? ![]()
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Se mi cerchi sono qui |
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#2
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Ciao Manuel,
io spiegherei al cliente come si possono abbattere i concorrenti sleali in generale, cioè gli mostrerei il modulo di segnalazione. Poi se la veda lui. Tipo: "il testo nascosto è proibito e per segnalarlo c'è questo modulo, faccia lei, ma sappia che se anche lei vuole nascondere testo, di fatto si mette nelle mani dei concorrenti. Esattamente come questo competitore ora è potenzialmente in mano sua e di chiunque altro. Pensa che ne valga la pena?" Tutte cose scritte nelle faq del motore, niente di che, ma magari lui non ha pensato alla cosa da questa prospettiva. Ciao. |
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#3
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Citazione:
Che ne pensi pandalounge ? Ho inquadrato il cliente ? |
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#4
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![]() Per quello che ho visto io, posto che ci siano evidenti violazioni della policy, il modulo di segnalazione - da loggato - è piuttosto efficiente. Diciamo attorno al 75% Le segnalazioni anonime invece non portano quasi mai a nulla. Serve un po' di testa anche per segnalare... Intendiamoci, non è che ci passo le giornate sopra, ma se il mio mandato è scalare le serp non ci vedo nulla di male a buttare fuori strada uno spammer furbetto che mi ostruisce il passaggio. Il SEO è come la pallanuoto, le regole sopra la superficie dell'acqua sono una cosa, quelle sotto la superficie non sono mai state scritte. |
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#5
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Citazione:
sono pienamente d'accordo-- Comunque io ho un problema di gran lunga peggiore, non mi tocca spiegare queste cose solo al cliente, ma anche all'account manager che lo gestisce. Non so dirvi chi dei due è più predisposto a capire la situazione e non nego che a volte mi è toccato scendere a compromessi dicendo: "ok, per me possiamo fare spam pure noi, ma ve ne assumete tutti i rischi". Per fortuna finora nessuno s'è voluto assumere questa responsabilità. |
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#6
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fagli firmare un documento nel quale c'è scritto qualcosa come "noi siamo contro l'uso di certe tecniche mal viste dai motori di ricerca perché sappiamo che il rischio di ban/penalizzazione è molto alto, voi volete usarle perché le ritenete utili. ne consegue che in caso di ban/penalizzazione sarà alquanto semplice spiegarne il motivo".
vediamo se firma ![]() |
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#7
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Ciao Pandalounge,
Il mio consiglio è sempre Gestire le aspettative del tuo cliente a priori. Lo stesso atteggiamento lo devi applicare con il tuo account. Il nostro è un lavoro MISURABILE. Il tuo obiettivo è SEMPRE quello di dare sia all'account che al cliente l'unità di misura corretta. Non è facile, lo capisco, ma se desideri instaurare un rapporto duraturo con chi ti da' lavoro e con chi te lo procura, devi essere sincero, chiaro e misurabile. Hai a disposizione delle ORE Hai a disposizione la TUA COMPETENZA Sin dall'inizio poni degli obiettivi che raggiungerai e suddividili per microbiettivi temporali (i primi falli semplici, devi vincere subito all'inizio). Questi obiettivi in termini di risultati devono averli chiari tu, l'account ed il cliente. L'account è il tuo migliore amico, e l'errore più grande che può fare è sparare dei risultati che con il tuo lavoro non potrai mai raggiungere. Gli può andare bene una volta, due, ma per due contratti che chiude, 10 li perderai TU perchè TU hai perso di credibilità. Fino a che il cliente sarà soddisfatto dei risultati che ottiene, perchè è in grado di misurarli, il contesto perderà gran parte del suo valore. Devi essere tu a costruire l'unità di misura. Se non ce l'hai, il cliente ne cercherà sempre una perchè ne ha bisogno e così ti troverai a gestire menate come quelle che hai presentato (davvero difficili da risolvere). Alessandro |
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#8
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Io mi sto trovando proprio in questi giorni, ad avere a che fare con un cliente, che è abbastanza U-tonto, che si fida ciecamente del suo webmaster (lo crede un genio informatico) secondo cui il key stuffing, il testo nascosco tramite css, e pagine in h1 con redirect js esterno, sono le tecniche migliori per il posizionamento, (Perche l'ha lette sui forum e su blog di SEO, da dove l'avrà lette poi)
e quando ci siamo trovati in 3 per discutere , la prima cosa che gli ho detto è stata di togliere tutte tecniche spam che si rischia un ban serio, sapete cosa mi ha risposto il WB? Che sono 2 anni che le usa sul siti e non ha mai avuto problemi.. DI seguito gli ho fatto notare che il sito del cliente esce a mala pena mettendo la ragione sociale, mentre con tutte le altre pagine "spam" non esiste nemmeno in 900 pagina.... e lui mi ci è rimasto veramente male, tant'è che mi sta mettendo piu di una volta il bastone tra le ruote.. Voi come vi comportate quando trovate webmaster simile?? o sono solo io a beccarli? Ciao Marco |
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#9
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Citazione:
1) scusa, sai, ma se il tuo commercialista ti dice che sono 3 anni che butta la tua dichiarazione dei redditi nella spazzatura invece di presentarla, e non è mai successo nulla... tu stai tranquillo? 2) aho! ma me stai a fà er frocio col culo degli altri? (questo in caso di cliente "de roma"... funziona sempre) Citazione:
E' una battaglia persa. |
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#10
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Io la vedo in maniera molto più pratica. Un equilibrio quasi Nashiano.
Direi al cliente che tra i suoi concorrenti ci sono sicuramente delle aziende che guadagnano molto più della sua perchè non pagano in tutto o in parte le tasse. Bene, alcune di queste anche l'anno prossimo guadagneranno più di lui perchè non avranno ancora ricevuto una visita dalla Guardia di Finanza. Altre, invece, che guadagnavano di più, guadagneranno molto di meno perchè gli ispettori fiscali avranno comminato loro una multa piuttosto salata. E così per gli anni successivi. Il punto è questo si può scegliere di non pagare le tasse o di utilizzare tecniche spam, ma si corre un certo rischio di essere penalizzati poi e di ottenere, in valore assoluto, molto meno di quanto si avrebbe ottenuto procedendo per la retta via. La probabilità che Google penalizzi un sito è molto più elevata di quella di ricevere un'ispezione fiscale. Detto questo, con modi molto gentili, direi al cliente che ciascuno di noi è libero di scegliere come agire in totale autonomia, e che, da professionista, preferirei agire in maniera corretta e ligia alle linee guida di Google. Poi, a casa, chiamerei amici e parenti e esorterei tutti a compilare il Google Spam Report! ![]() Sembra uno scherzo ma ti assicuro che se hai a che fare con aziende di tipo familiare (anche grandi), condotte in maniera paternalistica, la similitudine "terra terra" come quella che ti ho suggerito è l'unica che ti permette di ottenere il risultato che volevi... |
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