Benvenuto in Seonida.'Copia cache' dei motori: illegale. |
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Scritto su YoYo. Lo trovate nei trackback
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#12
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mi sembra una forzatura.... quante saranno le persone che leggono la cache invece della pagina reale?
1%? 2%? comunque se uno non vuole che il suo sito sia "a disposizione" dei motori di ricerca basta inibire l'accesso stesso al motore... ma il punto è, sei disposto a rinunciare a google per il problema della cache? |
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#13
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Anche io, come dico scrive-canta Tricarico, "vorrei una vita tranquilla".
Ma non sempre e' possibile. Seotopic, 1 o 2% di qualche centinaio di miliardi (non milioni) di dollari corrisponde a quanto ogni italiano non dovra' piu' pagare se verra' abolita l'ici sulla prima casa. Inoltre tieni conto che 1 euro od 1 miliardo di euro non fa nessuna differenza nel valutare se un qualcosa e' ottenuto legalmente. Quando domandi: "ma il punto è, sei disposto a rinunciare a google per il problema della cache?" te lo dico con affetto, prendi una "svista" clamorosa. Google e gli altri motori non vivono e prosperano grazie alla cache, ma perche' societa' serie, efficienti ed amate dagli utenti. Ma gli utenti amano (per un giusto e sacrosanto universale principio) tutto cio' che ha successo rispettando norme e leggi. Nel momento in cui i cosi' detti utenti si renderanno conto che queste societa' agiscono in modo non lecito vi si rivolteranno contro, penalizzandole fortemente. Pertanto e' fondamentale che Google (e Live e Yahoo ed ogni Wm) rinunci alla copia cache affinche' gli utenti non debbano in futuro rinunciare a tutti i Google di questo mondo. Si possono commettere errori in buona fede, ma e' opportuno correggersi strada facendo. Come si suol dire: errare humanum... ---------- Fradefra scrive: http://www.yoyoformazione.it/2008/04...e-illegale.php "Prima deve chiedere, poi copiare. Quindi semmai i tag andrebbero impostati all'inverso. Se non ci sono, vuol dire che non puoi copiare (o quanto meno, mostrare)." Ecco, senza voler baciare il fondoschiena a chichessia, penso che Fradefra abbia colto-centrato-risolto in pieno la questione. Personalmente non ci ero arrivato. A volte la soluzione e' cosi' semplice ed a portata di mano da non venire considerata. Inoltre oltre a trovare il bandolo della matassa e' poi necessario anche avere il coraggio di condividerlo pubblicamente, e solo chi e' mosso da vera onesta' intellettuale lo fa istintivamente senza preoccuparsi se l'oggetto in discussione sia attore debole o fortissimo. -------- Pieropan, per quanto mi riguarda, sei intervenuto scrivendo qualcosa di bello. Il tuo modo di "vedere" le cose e' anche il mio modo. Hai mischiato un po' le cose, equiparando-comparando il diritto di archiviare e catalogare un documento con il diritto di mostrarlo all'interno del proprio sito pur non essendo l'autore dello stesso. Beh, sono 2 situazioni assolutamente differenti e non bisogna confonderle, ma non mi soffermerei oltre su questo aspetto. Centri in pieno la questione scrivendo: "...ma questi potranno essere usati liberamente, anche se non nella loro integrità..." E' esattamente come dici e non dobbiamo dimenticarcene mai. Pensa ad un motore di ricerca. Cosa mostra nelle sue serp? Mostra parte di un documento. Una parte essenziale, al fine di far capire all'utente di cosa tratta quel documento. Perche' lo fa senza rischio di contestazioni? Perche' e' una parte. Fai un concerto? Uno spettacolo teatrale? Un film? Io posso estrapolarne e mostrarne pubblicamente una piccola parte (per dire 30 sec nel caso di una canzone, pochi minuti nel caso di un opera ben piu' lunga) per i piu' svariati motivi. E' nostro diritto. Ma non avro' mai diritto di duplicare e mostrare nella sua interezza un bene intellettuale altrui senza averne ricevuto espressa autorizzazione. Concludi: "Qualsiasi legge sul diritto d'autore o sulla proprietà intellettuale pensata _prima_ della rete mostra il fianco quando se si ragiona per analogia." Questo tua affermazione dimostra che sei un vero informatico. Ogni vero informatico dovrebbe capire e difendere questo modo di vedere-interpretare-capire-accettare una realta' dinamica modificata ed influenzata costantemente dalla Rete. Ma i veri informatici normalmente non fanno di mestiere ne i politici ne i magistrati. Purtroppo. -------------------------- Voglio essere molto chiaro ed esplicito. Ognuno di noi probabilmente linca dai propri siti pagine di altri siti che non gli appartengono. Da che c'e' il Web. Ora mi chiedo: perche'? Perche' non duplicare il contenuto altrui che si desidera lincare riportandolo invece interamente all'interno del proprio sito? Perche' non duplicarlo e riportarlo nella sua interezza dentro il nostro sito, magari mettendo ad inizio pagina la nostra pubblicita' o cosa ci pare? Se lo fanno da sempre (senza curarsi di rimostranze e potenziali denunce) i motori di ricerca possiamo farlo anche noi "piccoli" Wm. C'e' forse una legge che distingue un motore di ricerca da un qualsiasi altro sito? Se questo non avviene non e' forse perche' i piccoli Wm hanno maggiore dignita' e rispetto del lavoro altrui? -------- Non ho certo intenzione di convincere chicchessia o di cercar sodali. Volevo solo dimostrare di come un Wm "pirla" qualsiasi abbia molto piu' ritegno per se stesso e per il lavoro dei colleghi di chi cataloga giudica-ordina questo suo lavoro. Per i motori di ricerca, comunque vada, il link "copia cache" e' una guerra persa a priori. O si impongono un' auto regolamentazione o saranno auto regolamentati. A volte perdere con stile e dignita' vale come una vittoria. |
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#14
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Io non seguo l'argomento copyright su Google da un tre anni...
ma, leggendo quello che avete scritto, non sembra sia cambiato molto. Nel 2004, forse molti di voi ricorderanno il caso, Google era stato citato in giudizio dalla Perfect 10, una società specializzata nell'intrattenimento per adulti. Il motore di ricerca californiano fu accusato di "pubblicare" immagini hard senza la necessaria autorizzazione dei proprietari attraverso il servizio "Image Search”. Il caso, se non ricordo male, era simile a quello prospettato da Agoago. Le immagini erano state sottratte da un sito terzo e finite, tramite quest'ultimo, ad image. Per quanto riguarda la cache, Google riportava nei suoi termini: "Google archivia molte pagine Web nella propria cache per consentire agli utenti di utilizzare le copie di backup in caso di problemi temporanei sul server. I proprietari dei siti web possono impedire l'archiviazione delle versioni cache dei loro siti utilizzando il metatag NOARCHIVE. Inoltre, i proprietari dei siti possono richiedere l'immediata rimozione delle versioni cache della pagina dai Servizi di ricerca di Google. Google valuta tali richieste di rimozione individualmente e non garantisce la soddisfazione di ogni richiesta” Appunto preso nel 2005 da http://www.Google.it/intl/it/terms.html. Ma tale pagina non c'è più. Anche io sostenevo che, nel caso della cache si tratta palesemente di una violazione del d'autore. Però oggi mi vengono in mente anche altre considerazioni. In primo luogo, aiuta realmente l'utente. Ci possono essere basse percentuali di utilizzo della cache, ed Agoago sosteneva che quelle percentuali, sui grandi numeri, potrebbero essere fior di soldini. Il discorso, apparentemente non fa una piega. Ma abbiamo considerato l'effettivo uso della cache? Io, da utente, ricorro alla cache solo quando non trovo ciò che mi aspettavo di trovare, considerato lo snippet, nel sito. La cache è dunque per me NON un'alternativa MA una seconda possibilità per trovare quell'informazione su una determinata pagina. In secondo luogo la cache non è permanente nel tempo. Terzo, ricordiamoci che le leggi ed il diritto sono relativi al tempo, alla mentalità di un popolo, ed alla situazione storica ![]() Sono gli uomini, secondo interessi politici, cultura, situazioni sociali, a stabilire il diritto ![]() Ciò che è giusto per un popolo, non lo è per un altro. Ciò che è giusto nel 1960, potrebbe essere sbagliato nel 2000. Ciò che è giusto in un campo non necessariamente (nonostante l'applicazione per similitudine) deve essere uguale in un altro. Siamo così sicuri che il diritto d'autore - in una cache temporanea di un motore di ricerca che aiuta l'utente (ed al quale mostra la genuinità e la veridicità della sua fonte), e lo fa senza alcuno sfruttamento pubblicitario - sia effettivamente violato? Se per la legge attuale è così, con delle determinate clausole (che potrebbero essere per esempio le sovrastanti).. la violazione, per nuova legge, potrebbe anche non sussistere ![]() P.S. MI piace molto l'esempio di Pieropan sul cacciatore ;-) Pensiamo anche a come sia variabile tale regolamentazione in base a luogo e tempo ![]() |
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#15
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